Dal parlato allo scritto
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Trattare i contenuti provenienti dal parlato in ambiti diversi quali possono essere un’assemblea legislativa, ovvero un dibattito politico richiede competenze specifiche.
Di comune vi è che in ogni caso devono coesistere alcuni prerequisiti: una padronanza linguistica estremamente approfondita, un’attenta capacità di analisi del contesto, competenze specialistiche sull’argomento trattato e ovviamente, un’ottima padronanza nell’utilizzo degli strumenti informatici (ad esempio, il sistema di riconoscimento vocale).
A ciò si aggiunge la differente finalità alla quale è destinato il contenuto proveniente dal parlato (ad esempio, resocontazione ovvero sottotitolazione) nonché i diversi tempi di lavorazione (tempo reale ovvero in differita).


La lingua parlata e la lingua scritta sono profondamente diverse. La varietà parlata di ogni lingua naturale ha origini molto più antiche della relativa varietà scritta; inoltre, la lingua parlata è maggiormente esposta ai mutamenti e alle contaminazioni, mentre la lingua scritta tende ad essere più conservativa; questo fa sì che nel tempo anche la loro evoluzione possa seguire percorsi e ritmi diversi.

Anche sul piano sincronico, però, le due varietà hanno caratteristiche strutturali diverse, riconducibili sostanzialmente a tre fattori:
  1. il parlato utilizza sia il canale visivo, sia quello acustico, mentre lo scritto è affidato solo al primo; nel parlato, dunque, il discorso è veicolato anche da elementi quali l’intonazione, le pause, la velocità d’eloquio, il volume della voce, che non possono essere utilizzati nella lingua scritta;
  2. nel parlato, a differenza di quanto avviene nello scritto, la pianificazione è contemporanea alla produzione; da questo derivano fenomeni come esitazioni, autocorrezioni, false partenze, pause, ripetizioni, cambi di programma, che invece nello scritto sono completamente assenti;
  3. il parlato si caratterizza per la compresenza degli interlocutori, che condividono, quindi, lo stesso contesto extralinguistico; questo consente l’impiego di deissi, anafore anche riferite al contesto, sguardi, gesti, prossemica, elementi, anche questi, difficilmente trasferibili nello scritto.

Tutte queste caratteristiche rendono il trasferimento di un discorso parlato in forma scritta un’operazione estremamente complessa e delicata, che richiede una formazione specifica e un’elevata professionalità.

 
Esempio
 
   
 
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